Eluana Englaro (Lecco, 13 dicembre 1970 – Udine, 9 febbraio 2009) è stata una donna italiana diventata un simbolo della discussione sul diritto%20all'autodeterminazione e sul fine%20vita.
Nel 1992, all'età di 21 anni, Eluana Englaro fu vittima di un grave incidente stradale che la portò in uno stato vegetativo persistente. Rimase in questo stato per 17 anni, nutrita artificialmente.
Il padre di Eluana, Beppino Englaro, intraprese una lunga battaglia legale per ottenere il diritto di interrompere l'alimentazione artificiale, sostenendo che questa era la volontà presunta della figlia, la quale in vita aveva espresso il desiderio di non essere tenuta in vita artificialmente in caso di perdita irreversibile delle sue facoltà cognitive.
La vicenda di Eluana Englaro ha sollevato un ampio dibattito in Italia sui temi del testamento%20biologico, eutanasia e del ruolo dei familiari e dei medici nelle decisioni riguardanti il fine vita.
Dopo anni di ricorsi e sentenze contrastanti, la Corte di Cassazione italiana, nel 2007, riconobbe al padre il diritto di interrompere l'alimentazione artificiale, basandosi sulla presunta volontà di Eluana.
Eluana Englaro morì il 9 febbraio 2009 in una clinica privata a Udine, dove era stata trasferita per l'interruzione dell'alimentazione artificiale. La sua morte riaccese ulteriormente il dibattito etico e politico sul fine vita in Italia.
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